La settimana

I trentatré luoghi abbandonati più belli del mondo.
Vera epica contemporanea: sir Alex Ferguson esce per l’ultima volta all’Old Trafford. (continua…)
L’arte di vivere in difesa (Chad Harbach)
Il diamante è un rombo di terra rossa tracciato su un campo erboso. Al centro, a sessanta piedi e sei pollici dagli angoli, si trova la pedana del lanciatore. È da lì che inizia il gioco. Una palla viene scagliata verso la casa base con tutta la velocità e la precisione possibile. Se il battitore la intercetta inizia questa storia, inizia L’arte di vivere in difesa (Rizzoli, 2011) di Chard Harbach.
La traiettoria è l’incognita. Quella palla, un’occasione.
Il giocatore può passare il tempo a studiare, osservare, prepararsi al meglio ma non serve a nulla o quasi. C’entra invece l’istinto e l’essere pronti. C’entra il conoscersi. Sapere in che modo si deve scattare e afferrare la palla. Eliminare così il battitore, buttare fuori l’avversario, in qualunque modo si chiami. (continua…)
La settimana

Su minima & moralia Giorgio Vasta recensisce Immersi nelle storie di Frank Rose, un libro che sembra decisamente interessante: per una posizione un po’ diversa, comunque, merita la lettura di Marco Mancassola. (continua…)
Parente di nessuno: Massimiliano Parente

A farsi un’idea di Massimiliano Parente partendo dalle sue apparizioni televisive, si rischia di incorrere in un errore prospettico. Agitatore televisivo con l’hobby della scrittura. Se, invece, si compie il percorso opposto, si arriva a ben altre conclusioni: scrittore con un progetto letterario importante e intellettuale, certo provocatorio, con le cui posizioni in qualche modo confrontarsi. Approcciarsi ai suoi tre romanzi principali [La Macinatrice (2005) Contronatura (2008) e L’Inumano (2011)] è necessario per capire se essere affascinati o respinti dalla sua scrittura o ambedue le cose. (continua…)






