Ortodossia: Nathan Englander

Leggi la recensione di Ivano Porpora
«Ero un ragazzino infelice e mi piaceva molto leggere.» Per Nathan Englander, nato 42 anni fa in una famiglia ebrea ortodossa di Long Island, quando si chiede agli scrittori di ricordare la propria infanzia, si ottiene sempre la stessa risposta: timidezza, solitudine, dolore, complessi variamente combinati e un elenco di classici tirati giù a piacere dal canone. Lui, per esempio, ne cita tre: Kafka, Orwell e Camus, e poi aggiunge i due maestri che gli hanno fatto venir voglia di scrivere racconti: Isaak Babel e Grace Paley. (continua…)




Il racconto è un genere letterario a parte. Non ha nulla a che vedere col romanzo, a mio parere, e sostenere che un racconto è – in fin dei conti – un romanzo corto sarebbe un po’ come sostenere, riprendendo una vecchia metafora di Eco, che la lucertola è un piccolo alligatore.

