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Ortodossia: Nathan Englander

di Flavia Vadrucci

Leggi la recensione di Ivano Porpora

«Ero un ragazzino infelice e mi piaceva molto leggere.» Per Nathan Englander, nato 42 anni fa in una famiglia ebrea ortodossa di Long Island, quando si chiede agli scrittori di ricordare la propria infanzia, si ottiene sempre la stessa risposta: timidezza, solitudine, dolore, complessi variamente combinati e un elenco di classici tirati giù a piacere dal canone. Lui, per esempio, ne cita tre: Kafka, Orwell e Camus, e poi aggiunge i due maestri che gli hanno fatto venir voglia di scrivere racconti: Isaak Babel e Grace Paley. (continua…)

Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank (Nathan Englander)

di Ivano Porpora

Leggi l’intervista di Flavia Vadrucci

Il racconto è un genere letterario a parte. Non ha nulla a che vedere col romanzo, a mio parere, e sostenere che un racconto è – in fin dei conti – un romanzo corto sarebbe un po’ come sostenere, riprendendo una vecchia metafora di Eco, che la lucertola è un piccolo alligatore.
La metafora non funziona, forse. I racconti sono piccoli alligatori – ecco, questo potrebbe essere il titolo perfetto per questo articolo. Sono piccoli alligatori, e benché accostarsi a loro per abituarsi alla scrittura sia un esercizio che in molti, incluso lo scrivente, hanno compiuto, resta che bisogna a un certo punto prender coscienza che sono di un genere letterario differente. (continua…)

La settimana

di Giorgio Fontana

(Foto di Leonora Saunders)

Storie di donne che fanno lavori “da uomini” (e come vengono percepite dagli uomini stessi), sul Guardian.

“il manifesto” compie 42 anni. (continua…)

Lunedì mattina

di Pedro Juan Gutiérrez

A woman invented fire
and called it
the wheel

Grace Paley

Lunedì mattina
i pompieri recuperano
il cadavere di un affogato

(continua…)

Il dentro di un altro fuori

di Raffaele Riba

quando l’ultimo tono si è dissolto facendosi nebbia,
sono rimasto di sasso,
e potrei giurare di aver sentito i monconi delle braccia di
Eddie battere sul coperchio della bara
per farci smettere

Breece D’J Pancake, Onore ai morti

Nella stanza c’era un uomo seduto su una sedia a dondolo e c’era del vero in quello che aveva detto. E poi vicino alla sedia c’era un camino, alto come la parete, un camino molto vecchio, in stile americano, con un braciere immenso e la parte esteriore della canna fumaria in pietra grezza e cemento. (continua…)

lcn
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